Si «spara» sulla neve instabile
Domenica 21 Febbraio 2010 00:00

corriere-alpi.jpgBELLUNO. Per pericolo slavine sono chiusi i passi ma anche le piste di sci.

Anche ieri gli impiantisti hanno messo mano alle mine sparate con l’elicottero per far saltare gli accumuli di neve più pericolosi e che possono mettere in crisi la sicurezza lungo le piste: così sul comprensorio delle Cinque Torri e di quelli delle Tofane e di Ra Valles dove le piste ieri sono rimaste chiuse (dalla Lagazuoi all’impianto Croda Negra rimasto fermo); chiusa anche la Taunies per la cima del Cristallo. Stamane si spara anche sul Faloria. «Usiamo l’elicottero» spiega il presidente Enrico Ghezze.

«Ci sono 50 centimetri di neve fresca, ovvio che le piste fossero chiuse, dalla Vitelli alla Franchetti, alla Stratondi. Oggi vedremo il da farsi». Quattro piste chiuse sulle Tofane dove è caduta una slavina. Quanto alle strade, chiusi Passo Falzarego, della Valparola, poi il Fedaia in Agordino e chiusa per pericolo slavine anche la Sp 619 di Vigo. Di neve ne è caduta parecchia. Neve fresca fino a 40 centimetri nella zona di Frassenè Agordino, 35 ad Arabba e 33 sul monte Ornella, quasi 30 sul passo Mauria e 27 sul Falzarego. Questi gli ultimi apporti significativi dopo due giorni di maltempo che hanno interessato la provincia: quanto basta per far alzare a 4, oggi, il grado di pericolo valanghe sopra quota 1900 metri. Il grado si abbassa a 3 sotto questa quota. Quindi escursioni da evitare con sci e ciaspole. Non a caso dall’Arpav spiegano che il pericolo valanghe, oltre all’escursionismo, interessa anche le vie di comunicazione in quota e le aree attrezzate più esposte al pericolo di valanghe, dove è necessario adottare temporanee misure di prevenzione e messa in sicurezza (piste chiuse).

Il manto nevoso infatti ha raggiunto ormai altezze di un metro e mezzo circa a Misurina, quasi un metro e 90 sul Col dei Baldi tra Zoldo e Alleghe, un metro e 60 a Ra Valles a Cortina: neve poco consolidata sotto i 1500 metri benchè le situazioni più critiche siano oltre i 1900 metri di quota e lungo i versanti aperti a quote inferiori, dove sono possibili valanghe spontanee di neve sui pendii molto ripidi. Basta il peso di uno sciatore per provocare un distacco: l’abbassamento delle temperature previsto per questa mattina non favorirà il consolidamento del manto nevoso mentre il vento previsto determina la formazione di depositi soffici, anche questi non consolidati. L’allarme valanghe per domani e martedì resterà in grado 3 nella scala del rischio.
Quanto al tempo, oggi sole ma dal pomeriggio tornano le nubi e domani sono anche possibili deboli precipitazioni che lasceranno spazio a schiarite nel pomeriggio. Tempo incerto anche martedì e mercoledì con schiarite che si alterneranno alle precipitazioni. (cri.co.)

 
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