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BELLUNO. Se all’inizio del pomeriggio la situazione sembrava avviarsi verso il miglioramento, la ricomparsa della neve nell’Agordino, Zoldano e Comelico ha rigettato nella paura i residenti di queste località dove da diversi giorni, ormai la coltre bianca non fa che aumentare raggiungendo anche i due metri.
Il manto nevoso. A Pecol di Zoldo la neve al suolo misura ormai 167 centimetri, mentre ad Arabba 158 cm. A Cortina ne è scesa quasi un metro e mezzo, mentre in quota a Ra Vales siamo già ai due metri. Le strade. Ieri riaperte la Sp 25 del passo Valles fino al confine con la provincia di Trento, la Sp di Misurina da bivio Dogana Vecchia a Carbonin e la Sp 346 del passo San Pellegrino, la Sp 48 delle Dolomiti da Arabba a Brenta. Restano chiuse per pericolo slavine la strada del passo Falzarego e Pordoi, la Sp 244 da Colle Santa Lucia a Bivio Rucavà, la Sp 619 di Vigo di Cadore, la Sp 638 del passo Giau da Pocol a bivio Posalf e la Sp 641 del passo Fedaia da Malga Ciapela al confine con la provincia di Trento.
La situazione. L’allarme maggiore resta nell’Alto agordino dove alcune frazioni sono ancora isolate, mentre in Comelico e Zoldano il problema è il peso della neve che incombe sui tetti, e ieri la copertura di qualche fienile o vecchia costruzione è crollata. A Santo Stefano un albero è caduto sulla statale 52 Carnica, mentre la frazione di Costa a San Nicolò è rimasta senza luce. A Cortina il camino esterno della stazione degli autobus si è spaccato alla base rischiando di cadere sulla strada. I pompieri lo hanno dovuto smontare pezzo per pezzo. Allagamenti si sono registrati in appartamenti per la rottura di tubature. Inoltre i vigili del fuoco sono intervenuti alla chiesetta in via Olimpia dove la coltre nevosa del tetto rischiava di cadere sulla strada. Una valanga si è registrata a Casamazzagno, frazione di Comelico superiore . Nessuno in questi giorni si è risparmiato, dai dipendenti comunali, agli operai di Enel, Veneto Strade e Anas, dai volontari della protezione civile e del soccorso alpino, ai vigili del fuoco. L’esercito inoltre oggi opererà in provincia con tre camion e tre pale meccaniche.
E i fondi finiscono. I comuni intanto, hanno ormai dato fondo a tutte le risorse per la pulizia delle strade dalla neve. E l’inverno si preannucia molto lungo e difficile. Ieri l’assessore provinciale alla protezione civile, Angelo Costola ha visitato la parte alta della provincia per rendersi conto personalmente della situazione. «Sono stato a Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Selva di Cadore, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Arabba, Falcade, Vallada, Rivamonte, Gosaldo e Voltago. Ovunque ho trovato le strade sgombre e percorribili. Ho incontrato sindaci, assessori e centinaia di persone al lavoro. L’ultima situazione critica, quella in località Livinè dove incombeva una slavina, è stata risolta in giornata». «I buoni risultati raggiunti», precisa Costola, «sono dovuti alla sintonia perfetta tra amministrazione provinciale e Prefettura, allo stretto rapporto con le amministrazioni comunali, con cui siamo rimasti in contatto più volte al giorno per capire dove c’erano o potevano esserci problemi». (p.d.a.)
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