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Mezzi e uomini a Falcade, Livinallongo e San Vito di Cadore Polemico il sindaco Pezzei: «L’esercito arriva soltanto ora»
L'esercito si mette in moto oggi. Dopo l'incontro di ieri a Palazzo Rettori del prefetto Provvidenza Raimondo con un ufficiale degli alpini, che fanno parte dell'unità di crisi, questa mattina alle sette i mezzi partiranno per Livinallongo, Falcade e S. Vito di Cadore (su richiesta del sindaco) per dare una mano nell'emergenza neve che da giorni tiene impegnati allo stremo molti Comuni di Agordino e Cadore, che non hanno molti mezzi a disposizione. Ieri sono arrivati alla caserma Salsa di Belluno tre pale meccaniche e tre camion, che questa mattina sono entrati in funzione per rimuovere gli ammassi della neve nelle piazze e nei parcheggi dei molti paesi della provincia.
Un problema, questo, non secondario, come sottolinea anche l'assessore provinciale alla Protezione civile Angelo Costola, che ieri ha compiuto un sopralluogo in molte delle località rimaste isolate nei giorni scorsi dalle copiose nevicate. «Resta il problema del carico di neve sui tetti. Saranno gli enti locali a doversi occupare dei palazzi pubblici, ma anche delle case abitate da persone anziane. E la vera emergenza, nel prossimo futuro, sarà il conto dello sgombero della neve, che sarà salato per tutti».
Costola è stato ieri nelle aree più colpite: Forno di Zoldo , Zoldo Alto, Selva di Cadore, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Arabba, Falcade, Vallada, Rivamonte, Gosaldo e Voltago. «Ho trovato le strade sgombre e percorribili racconta Costola - ho incontrato sindaci, assessori e centinaia di persone al lavoro». La situazione più difficile resta quella di Livinallongo, dove ieri è stato ripristinato il collegamento fra Pieve e Arabba e per Livinè, ma la maggior parte delle diciotto frazioni resta ancora isolata. «Rimane lo stato di allerta - spiega il sindaco Gianni Pezzei -. La nebbia hai impedito al Soccorso alpino di calare dall'elicottero viveri e medicinali, ma noi siamo in grado, se ce ne fosse l'urgenza, di raggiungere anche le case più sperdute per portare aiuto o evacuare qualcuno. Siamo in contatto telefonico quotidiano. Ieri abbiamo raggiunto Sief e i due coniugi anziani che vi abitano». Albino Sief, di 96 anni, e la moglie erano più preoccupati di non raggiungere il pollaio che di tutto il resto. Alcuni volontari del Cnsas hanno raggiunto alcune borgate con gli sci.
Polemica garbata di Pezzei con l'Esercito: «Arrivano oggi e noi siamo in emergenza da giorni. Speriamo almeno che portino mezzi adeguati ed efficienti, non cingolati che distruggerebbero le stade». Domani riapriranno le scuole. «Veneto Strade garantisce la viabilità, ma è giusto che decidano le famiglie se mandare i figli a scuola, accompagnarli o permettere loro di salire sui mezzi comunali». In Valboite si è lavorato per creare spazi di manovra per auto e pedoni su strade e marciapiedi. Lo sforzo di uomini e mezzi è stato enorme per garantire le priorità. Anche i cittadini hanno fatto la propria parte, ma non quelli che hanno lasciato l'auto in ogni dove con pregiudizio delle operazioni di sgombero. Poteva andare peggio, fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri. I militari dell'Arma, insieme alle altre forze dell'ordine coordinate dalla prefettura nel centro operativo viabilità, dopo la prima nevicata della stagione, che il 24 novembre aveva messo in crisi Belluno e dintorni, hanno fatto opera di prevenzione.
Posti di blocco per cinque giorni, con il cosiddetto filtraggio, cioè il controllo di ogni auto e mezzo pesante che risalisse verso il Cadore, l'Agordino, Zoldo , per verificare che avesse gomme adeguate o catene. «Così abbiamo evitato che si verificassero anche qui i disastri che sono successi in altre regioni d'Italia, come Piemonte e Liguria».I vigili del fuoco continuano la loro intensa attività. Ieri pomeriggio erano già 34 gli interventi prestati fra Livinallongo, Falcade, Zoldo , Auronzo, Sappada e Costa di San Nicolò. Verifiche per la neve che rischia di sfondare i tetti, soprattutto, ma anche qualche piante pericolante, aiuto all'Enel sul passo Sant'Antonio e sgombero della neve a Livinallongo.
Le previsioni meteo, che ieri indicavano nuove nevicate anche per la notte scorsa, creano ulteriori preoccupazioni. Il consigliere regionale Dario Bond ha sollecitato l'aiuto economico della Regione e l'utilizzo dei Servizi forestali. Pronta la risposta del responsabile bellunese dei Servizi, Pierantonio Zanchetta: «Siamo disponibili e pronti. Domani invierò alle Comunità montane le nostre disponibilità».
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