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Giu 08
CIBIANA Nathalie Pellegrinelli "madrina", assieme a Gianfanco Fantin, della nuova stagione del museo tra le nuvole.
All'apertura della stagione sul monte Rite, sabato, c'era anche Nathalie Pellegrinelli, una donna di ferro, capace di compiere 18.000 chilometri in bike, dalla sua Ginevra al Tibet, passando per l'Africa: «Del museo di Messner si parla anche in Svizzera e ho voluto vedere da vicino questa testimonianza unica dei valori etici e storici della montagna».
Con lei c'era un collega, Gianfranco Fantin, appassionato delle ascensioni, che lo scorso anno compì in solitaria la salita del Pelmo, in una giornata particolarmente inclemente. Entrambi hanno riconosciuto che il monte Rite, mai come sabato "tra le nuvole", è un punto fermo nella documentazione dell'intenso rapporto, vissuto da sempre in forma coinvolgente, dell'uomo con la montagna. Sinceramente ammirati del museo di Messner, l'hanno visitato con attenzione in tutti i vari segmenti. Prima di loro, una famigliola della Baviera era stata accolta da Marianne, la guida, per l'illustrazione dei reperti che il museo mette in bella mostra. Alla Pellegrinelli il sindaco Guido De Zordo e il gestore del rifugio Dolomites, Amedeo De Zordo, hanno consegnato una medaglia a ricordo della visita: «Ritornerò - ha detto l'eccezionale donna -, ma intanto dirò ai miei connazionali quanto generose e ospitali siano le montagne e le genti del Cadore».
Per l'inaugurazione della stagione, prevista per sabato 13 giugno, alle 14 giungerà Reinhold Messner che terrà la consueta conferenza stampa con gli operatori dell'informazione sulle novità della sua rete di musei e sulle sue ultime proposte: «Al monte Rite serve una funivia che dal parcheggio della forcella giunga al piazzale del rifugio», ama ripetere il grande alpinista, che sostiene la funivia «essere un mezzo altamente ecologico che consentirebbe a chiunque di ammirare da vicino i segni lasciati dall'uomo sullaa montagna di ieri ma anche di godere delle emozioni che l'ecosistema di oggi sa dare al cuore di ognuno». Il progetto dell'impianto c'è già. «Ma servono tre milioni di euro» ha commentato il sindaco. Nel suo incontro con i giornalisti,
Messner parlerà anche della tragedia che mezzo secolo fa coinvolse il Cerro Torre, una delle più spettacolari cime tra Argentina e Cile, da sempre considerata fra le più inaccessibili del mondo. Del mitico Cerro Torre Messner ha scritto un libro, "Grido di pietra", che ricostruisce la vicenda del 1959, quando Cesare Maestri sostenne di aver raggiunto la vetta insieme a Toni Egger, poi travolto e ucciso da una slavina nel corso della discesa. Bortolo De Vido
