I sindaci: «Salviamo Mura Pagani»
Martedì 12 Gennaio 2010 00:00

corriere-alpi.jpgSOVERZENE. La discarica di Mura Pagani potrebbe ancora vivere. Tutto dipenderà dalla decisione della Provincia.

I sindaci di Soverzene e di Longarone si dicono preoccupati per il futuro della discarica, visto che palazzo Piloni intende chiudere tutte le strutture esistenti nel territorio entro tre anni. «La questione è strettamente connessa alle decisioni della giunta Bottacin», dice Alessandro Savi, sindaco di Soverzene, «e alla situazione della società Ecomont. Il piano dei rifiuti della Provincia fino a due anni fa sottolineava come la discarica di Mura Pagani fosse l’unica attiva, con quella di Pra dell’Anta che poteva essere riaperta solo in caso di emergenza. Adesso, però, a palazzo Piloni parlano di chiudere le discariche entro i prossimi tre anni: un’affermazione che ci spinge a pensare a riconvertire Mura Pagani. Ma se noi la scaviamo e la impermeabilizziamo, potremmo recuperare 30-40mila metri cubi, dandole così altri tre anni di vita». Ma l’idea è di aumentare ancora di più la capacità della discarica

. «La struttura sorge a fianco del torrente Gallina che, come risaputo, necessita di un’opera di regimazione. Se la Provincia desse il via a questo intervento sul torrente, con fondi propri e della Regione, la discarica potrebbe addirittura essere sopraelevata recuperando così altri 100 mila metri cubi di spazio». L’idea è buona se solo la Provincia l’accettasse. «Anche perchè», precisa Roberto Padrin, sindaco di Longarone, «ed è bene spiegarlo alla cittadinanza», lasciare in vita la discarica significa mantenere i prezzi della raccolta dei rifiuti nei parametri attuali. Chiuderla, invece, porterebbe a una lievitazione dei costi della fattura».

Sulla vicenda interviene anche Fausta De Feo, sindaco di Forno di Zoldo, che difende la posizione dei colleghi: «La discarica di Mura Pagani risale al 1982, con la Comunità montana Cadore- Longaronese-Zoldana che, con lungimiranza, investì nell’ambiente e nella raccolta dei rifiuti. Queste scelte oculate e così importanti devono essere difese». - Paola Dall Anese

 
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