Lug 30
In edicola «Dolomiti, orizzonte 3000». Gli autori sono Alessandro Gogna (vive e lavora a Milano) e Paolo Lazzarin (vive a Milano, di origini zoldane trascorre lunghi periodi a Zoldo). Le fotografie sono state scattate da Alessandro Gogna, Paolo Lazzarin e da Marco Milani.
«Le Dolomiti sono state illustrate e descrite con ogni mezzo - si legge nella presentazione - dimenticando ben poco di quel che si poteva dire o fare su di loro. Questo “Dolomiti, orizzonte 3000” è un ulteriore omaggio a queste montagne. Presenta, suddivise per gruppi montuosi, grandi fotografie di tutte le cime che possono fregiarsi del titolo di 3000, corredandole di informazioni preziose, non sempre facili da reperire perchè spesso disperse in decine di pubblicazioni, come nomenclatura delle cime dei gruppi, data e dati dei primi salitori, via normale di accesso alla cima».
Ecco allora scorerre cime con la loro leggiadria e bellezza come a cinema: le Cime del Gruppo del Brenta, il Catinaccio, l’Odle, il Gruppo Sella, la Marmolada, le Pale di San Martino, la Civetta, il Pelmo, l’Antelao, il Sorapiss, il Cristallo, le Tofane, le Cunturines, la Croda Rossa d’Ampezzo, le Dolomiti di Sesto, la Popera-Croda dei Toni, le Tre cime di Lavaredo. La descrizione delle 91 montagne è tecnica ma di facile accesso e la bellezza delle montagna viene alla superficie. Bellissime e da ammirare più di una volta le fotografie che entrano in simbiosi con le descrizioni delle vette che sembra da potere toccare e raggiungere. Degni di attenzione anche gli scritti descrittivi dei due autori: diversi nello spirito e nei contenuti, completano un libro che potrebbe altrimenti essere visto solamente come fotografico.
«Ci sono alcuni monti - afferma Paolo Lazzarin - che posseggono uno Spirito che può anche rimanere dormiente o essere ignorato per millenni, ma non appena si ridesta o viene scoperto sprigiona una sacralità che trasforma le aride rocce in idoli. Tra queste ci sono le Dolomiti. Sono le sole montagne del mondo occidentale dotate di un’anima viva. Come per i Buddisti sono quelle del lontano Nepal, le Dolomiti sono popolate da gnomi bonari e governate da forze oscure.Le abitano nani che si nascondono nello loro viscere a cercare sicurezze e giganti che si affrontano sui valichi, là dove le rocce si mostrano più arrendevoli e dove si affacciano i regni degli uomini».
Più tecniche le impressioni di Alessandro Gogna. «Volutamente lasciate in disparte le ascensioni più difficili lungo le pareti più verticali» mette in rilievo Alessandro Gogna «questo libro esplora, nello spazio e nel tempo, i più significativi itinerari realizzati sulle crode dolomitiche, cioè le salite più semplici alle cime più alte. Se è vero che là dove c’è una volontà c’è una via, allora si può pensare alla storia dell’alpinismp dolomitico come ad una continua ricerca artistica. Io insomma credo che sia necessario rinfrescare il nostro alpinismo con un soffio di puro spirito esplorativo, tenendo in primo piano quel sano desiderio di conoscere che è stato l’animo dei pionieri».
Chi sono i due autori?
Paolo Lazzarin da 40 anni lavora a Milano come fotografo e giornalista. E’ autore e coautore di decine di libri di fotografie, tempo libero, sport e turismo. In particolare della regione dolomitica ha scritto: «Dolomiti di Zoldo», «L’anello zoldano», «Il grande libro dei sentieri selvaggi», «Civetta», «Civetta e Moiazza», «55 sentieri di pace», «Sentieri in discesa», «Nuovi sentieri selvaggi».
Alessandro Gogna, alpinista di fama internzionale, ha al suo attivo almeno 300 prime ascensioni nella Alpi ed in altre catenemontuose, nonchè tre spedizioni in Himalaya e Karakorum. Tra le sue pubblicazinoi più importanti: «Un alpinista di ricerca», «K2», «100 nuovi mattini», «La parete», «Mezzogiorno di pietra», «Rock Story», «A piedi in Valtellina», «Sentieri verticali» e la collana «I grandi spazi della Alpi».
Mario Agostini
from "Corriere delle Alpi.it"
Ultimo aggiornamento Sabato 02 Agosto 2008 12:23