FORNO DI ZOLDO. Sono complessivamente 214 i bambini che il prossimo anno frequenteranno le scuole dell’istituto comprensivo zoldano.
I numeri delle varie classi, chiuso il termine per le iscrizioni, sono all’incirca corrispondenti a quelli dell’anno scorso ma il dirigente scolastico Massimo Pisello non vede roseo il futuro e incrocia le dita, augurandosi che le situazioni rimangano come prospettate e che non ci siano stravolgimenti o accorpamenti. Venendo ai numeri, nella scuola dell’infanzia i bambini iscritti sono 35, per due classi. La scuola primaria di primo grado, complessivamente, registra 102 alunni. A Forno centro sono 27 e la prima è composta di 5 alunni; a Pieve di Zoldo gli alunni sono complessivamente 50, con 11 in prima; a Fusine di Zoldo Alto sono 20 gli scolari con 5 in prima; a Zoppè di Cadore sono 5 gli scolari, con nessuna iscrizione in prima classe. Nella scuola secondaria di primo grado gli alunni sono 77: nella prima A, a tempo prolungato, ci sono 16 alunni iscritti; nella prima B, a tempo normale, gli iscritti risultano 11; in seconda A, a tempo prolungato, sono 17; in seconda B, a tempo normale, sono 12; nella terza B, a tempo prolungato, sono 21. Intanto i ragazzi della scuola primaria e dell’infanzia hanno svolto una settimana bianca nell’ambito dell’attività motoria come prevista dal Pof (piano di offerta formativa). I ragazzi delle elementari si sono divisi: metà hanno seguito lo sci alpino al Pian del Crep, gli altri lo sci nordico a Campo. I bambini della scuola dell’infanzia hanno invece seguito tutti lo sci nordico a campo.
Molto soddisfatto il dirigente scolastico Pisello, che ha spedito una lettera di ringraziamento a quanti hanno permesso la buona riuscita dei corsi: i sindaci di Forno di Zoldo, di Zoldo Alto e di Zoppè di Cadore, il presidente della società Seggiovie Valzoldana, il noleggio sci Civetta di Sergio Balestra, la Scuola italiana sci Civetta e lo Sci Club Valzoldana. «L’inziativa», dice il preside Pisello, «ha riscosso notevole gradimento da parte di tutte le famiglie». - Mario Agostini
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