Apr 06
il Corriere delle Alpi — 06 aprile 2010 ZOLDO ALTO. La stagione invernale della Seggiovie Valzoldana, che a dicembre ha visto il rinnovo del cda, ha avuto un riscontro complessivamente positivo.
«I dati numerici», dice il neopresidente della società, na Corrado Facco, «evidenziano una ottima tenuta della Val di Zoldo come area sciistica, anche rispetto alle zone limitrofe. Le presenze ed i passaggi, malgrado la congiuntura economica, sono soddisfacenti. I passaggi ufficiali al 19 marzo erano già 2.312.000 (2.299.000 l’inverno scorso) a dimostrare una sostanziale tenuta. Non ci sfugge, però, il fatto che il nostro mercato, in questo momento, è fatto sostanzialmente dei cosidetti “giornalieri”. La società sa perfettamente che il futuro non può essere costruito solo su questo segmento e in questo senso sta interloquendo con i comuni della valle per rimettere il turismo al centro delle strategie future». Ma come possono intervenire i Comuni? «A mio parere la risposta è che non è solo un problema di risorse economiche. Abbiamo l’estrema necessità di ripensare al possibile sviluppo nei prossimi 10 anni della Valle di Zoldo. In questo senso i comuni sono i naturali moltiplicatori di un consenso per un progetto condiviso. La nostra società è pronta a far la sua parte». E gli operatori economici? «Noi stiamo assistendo al rischio di un depauperamento della valle. Quindi, da un lato, dobbiamo trovare la soluzione per offrire agli albergatori e agli operatori turistici nuovi motivi per credere nella possibilità che anche la Valle di Zoldo, come altre località, ha la possibilità di ridisegnare il suo futuro. La società impianti ritiene indispensabile costruire insieme un nuovo disegno complessivo che riguardi anche loro». Quindi puntando su maggiore ricettività? «Questo è innegabile. Intanto bisogna sfruttare quello che c’è e, possibilmente, migliorare la qualità. Ecco perché serve un disegno molto chiaro che tracci le direttrici della nuova linea turistica». La società Seggiovie Valzoldana come ha pianificato il suo futuro? «Stiamo già pensando a quello che succederà da qui al 2013 e abbiamo pianificato tutta una serie di azioni e progetti volti a migliorare l’offerta ai nostri clienti. In primis la nuova area del Pian del Crep, che è strategica per un rilancio dei servizi per la nostra clientela. Quindi nuovo rifugio, nuovo campo scuola, nuovo parco giochi in quota e ampliamento delle strutture esistenti in grado di rispondere alle nuove esigenze». Com’è il rapporto col Consorzio Civetta? «E’ stata una felice intuizione del passato. Ha, però, bisogno oggi di rafforzare la collaborazione fra le società fondatrici, non più solo strumento di compensazione fra le cinque società, anche perché nel panorama dolomitico solo il Civetta come Consorzio può avere un peso necessario per imprimere scelte non più indilazionabili». Come dovrebbe cambiare il Civetta? «Dandosi una strategia di marketing e commercializzazione unica ed efficare per razionalizzare la duplicazione di costi esistenti, anche dal punto di vista della gestione operativa della società».- Mario Agostini /
