Slideshow Image 1
Slideshow Image 2
Slideshow Image 3
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

News - News Val di Zoldo

FORNO DI ZOLDO. Era la domenica delle Palme di cinquant’anni fa.

Il 22 marzo 1959, alle 7 del mattino, Arcangelo Tiziani «volò su con gli angioletti», come racconta nello spettacolo «Vajont» l’attore Marco Paolini. Arcangelo era un carpentiere di 52 anni, abitava a Forno di Zoldo e ogni mattina andava alla diga di Pontesei in bicicletta, per il turno di guardia. Quella mattina della domenica delle Palme, una massa di terra di tre milioni di metri cubi precipitò nel bacino di Pontesei, finito da due anni ma non ancora collaudato (il collaudo è del 1962). La frana si staccò dalla sinistra orografica del Maè, là dove passa la strada. Si portò via 400 metri di strada e il ponte sul rio Bosconero. Sfiorò una corriera carica di zoldani che stavano andando al lavoro.

Solo grazie alla abilità dell’autista, la corriera non venne trascinata via dalla frana. Terra e sassi precipitarono nel bacino di Pontesei e sollevarono un’onda alta venti metri. Tiziani era sulla sponda opposta del lago, in sella sua bicicletta. Forse non vide e non sentì nulla: l’onda superò di appena un metro la stradina ma fu sufficiente. Arcangelo Tiziani scomparve nell’acqua e il suo corpo non venne mai più ritrovato. L’onda sfiorò ma non prese l’ingegner Linari e il geometra Marinello della Sade, messi in allerta un’ora prima per i movimenti della montagna. Riuscirono ad arrampicarsi per alcuni metri e si salvarono.

Ieri Arcangelo Tiziani è stato ricordato con una messa nella parrocchiale di Forno, poi nella sala consigliare del municipio con l’intervento del professor Vincenzo Brustolon e del sindaco Fausta De Feo. Infine sulla diga, dove una lapide lo ricorda. Il coro Ana - Cai di Monfalcone ha accompagnato con i suoi canti la cerimonia. Erano presenti la cognata di Tiziani, un nipote e il sindaco di Zoppè Bortolot.  «I segnali c’erano tutti. Come per il Vajont» ha spiegato il professor Brustolon. C’erano le fessure sulla montagna che si accentuavano a seconda dei riempimenti e degli svasi del bacino. C’erano le fenditure e i crepacci sulla strada e nei boschi. Tutti sapevano che la frana sarebbe scesa, ma pensavano che lo avrebbe fatto lentamente. E tutto questo accadeva tra il 1955 e il 1959: ben quattro anni prima del Vajont. Neppure la caduta della frana il 22 marzo 1959, riuscì a far capire che tutto quanto era accaduto in Val di Zoldo, si stava ripetendo tal quale in valle del Vajont

.  «L’uomo deve vivere in sintonia con la natura e non falsarla» ha concluso il sindaco De Feo.
(ma.co.)

Webcams Val di Zoldo

Mareson di Zoldo Alto(BL)

Vedi TUTTE webcams di Zoldoexternal.gif

Suggerimenti & Info Turistiche

No articles to show

Centro Meteo Arabba


CLICCA per il BOLLETTINO completo

18°C
Forno di Zoldo
cielo poco o parzialmente nuvoloso
Umidità: 36%
Vento: 4 nodi ENE
Go to Top
Italian English French German Slovenian Spanish