Una serata alla «Coldai» con i vini della società Canus
Sabato 23 Gennaio 2010 00:00

corriere-alpi.jpgZOLDO ALTO. La Società agricola Canus di Corno di Rosazzo ha fatto centro nel cuore dei gourmet.

Zoldani e turisti (la maggior parte) hanno risposto in gran numero con piena soddisfazione al nuovo appuntamento con i Mercoledì in cantina dell’Enoteca Coldai. «Abbiamo trascorso una serata piacevole fra amici», il commento di Vanissa, Roberta, Alessio, Eleonora di un gruppo di quindici romani «una serata ricca di sapori che portiamo a Roma».

Dario Rossetto della Società agricola Canus ha trasportato i presenti nella sua piccola tenuta (una nicchia) di 9 ettari per una produzione di 40 mila bottiglie.
«La nostra filosofia - ha spiegato Dario - è quella di produrre vini freschi per quanto riguarda i vini bianchi e vini piacevolmente morbidi con tannini delicati per quanto concerne i rossi. Naturalmente alla base di tutto c’è passione e tanto lavoro per seguire tutta la filiera dalla vigna fino all’imbottigliamento. Quindi vini genuini senza trattamenti chimici con il solo uso dei classici elementi naturali quali solfato di rame e zolfo. Altro elemento importante la rivalutazione dei vitigni autoctoni».

Quattro i vini in degustazione.
Curiosità ha destato il Pignolo, un vitigno autoctono che stava scomparendo e che ha mostrato la sua grande statura, meritando l’oscar della serata. Note di merito anche per gli altri tre vini: lo Chardonnay, dal timbro di frutti tropicali e molto fresco; la Ribolla, gialla nitida e gustosa; il Refosco, dal peduncolo rosso con dense sensazioni di liquirizia. Alessio e Vittorio dalla cucina hanno risposto con stuzzichini e con una notevole zuppa di verze e carne.

Mercoledì 27 sul proscenio birre particolari presentate dalla Partesa: Silly, Barbare brune, Hopos, Moretti.
(ma.a.)

 
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