News - News dalla Provincia di Belluno
Lug 08
BELLUNO. Un referendum perchè il nome della città torni ad essere Nova Belluno. Accadrà in Brasile, a ottobre, nello stato di Santa Catarina, dove gli abitanti dell’attuale Sideropolis, per il 98%, sono di origine bellunese.
Si andrà alle urne per tornare alla denominazione precedente al 1939, quando in virtù delle miniere e l’attività di estrazione del carbone, il nome del paese era stato cambiato. Tra il Comune di Belluno e quello di Sideropolis, il mese scorso, è stato siglato un Patto d’amicizia, dopo la visita di una delegazione che ha assicurato sostegno all’iniziativa. Della pattuglia bellunese, che si è recata a Sideropolis a firmare il documento, hanno fatto parte il presidente del consiglio comunale di Belluno, Oreste Cugnach, l’assessore comunale alla cultura, Maria Grazia Passuello, il presidente del Parco delle Dolomiti bellunesi, Benedetto Fiori e il consigliere comunale Paolo Costa. Con loro c’era anche Oscar De Bona, in una delle sue ultime uscite in veste di assessore regionale ai flussi migratori e come ambasciatore di Bellunesi nel Mondo, e Roberto Ferro per i sommeliers della provincia bellunese. Prodotti tipici, non solo bellunesi, come il prosecco di Valdobbiadene e altre specialità venete hanno infatti contribuito a rinsaldare, in una settimana di incontri e manifestazioni, un legame con la terra di origine, che i primi emigranti in quelle terre, alla fine dell’1800, non hanno mai fatto venire meno, e che si è trasmesso alle finora quattro generazioni successive.
A tal punto, che ora le associazioni degli emigranti e lo stesso sindaco di Sideropolis (13.000 abitanti), la cui madre è nata a Polpet (Ponte nelle Alpi), hanno deciso di riportare sulle carte geografiche il nome Nova Belluno. Una dicitura che parla Veneto, e che andrebbe ad aggiungersi ai nomi, presenti a pochi chilmetri nella stessa regione, di Nova Treviso e Nova Venezia. «Speriamo che il referendum vada a buon fine”» si è augurata ieri in una conferenza stampa dedicata a questo tema l’assessore Passuello, «nel qual caso sarà nostra cura costituire un gemellaggio con questa città brasiliana di origini bellunesi».
Un gemellaggio che il paese di Zoldo Alto ha già ratificato tempo fa con Rio Jordao, cioè una delle frazioni di Sideropolis, teatro non sempre felice dell’emigrazione zoldana. La comunità, nella quale sono presenti anche gruppi musicali come “I bellunesi” e “Roba da ciodi”, che si sono esibiti nel corso della visita, basa la sua attività lavorativa e la sua economia sull’agricoltura, il legname e sull’allevamento, conquistati a duro prezzo dai primi pionieri, e condotti in condizioni climatiche sub tropicali. Ma ci sono anche alcune aziende metalmeccaniche, tutte realtà comunque riferite a cognomi di famiglie bellunesi, mandate avanti ora da giovani che non rinnegano affatto le loro origini italiane.
