FORNO DI ZOLDO. L’orso è arrivato nelle Alpi dalla Slovenia e dal Trentino. Ma ora la domanda è: la convivenza con l’uomo è possibile? Sembra di sì grazie al Piano di azione per la conservazione dell’Orso Bruno nelle Alpi centro orientali, siglato dalle Regioni Veneto, Lombardia, Friuli e Venezia Giulia, Trento e Bolzano. L’obiettivo è creare un continuo ripopolamento, grazie alla ricostruzione della piramide alimentare. Dopo le “visite” agli ovili e gli avvistamenti avvenuti in val di Zoldo e nel Longaronese, tecnici della Regione Veneto e della Provincia di Belluno sono intervenuti a Forno Zoldo per informare i cittadini sul tema orso. Christian Losso, del servizo tutela e gestione della fauna della Provincia, ha fatto un excursus circa la presenza degli orsi nelle Alpi orientali, orsi che, con la scomparsa dei boschi e per opera dell’uomo, si erano ridotti a soli tre esemplari (nel Trentino) nel 1950. Il censimento partito nel 1995 vedeva la presenza dell’orso Franz in Val Tovanella (Ospitale di Cadore) proveniente dal Friuli. Dal 1996 al 2001 ne sono stati monitorati 3 (nel 1998 ne compare uno a Fornesighe). Dal 2003 al 2009, invece, non ci sonosegnalazioni, mentre nella primavera del 2009 compaiono un orso bruno sloveno e un orso bruno trentino. Belluno si presta bene a ospitare il plantgrado, sia per la posizione geografica, sia per il territorio. E quest’anno gli orsi avvistati sono tre, due definiti, il terzo in via di identificazione. La parola passa a Sonia Calderola, dell’unità di progetto Caccia e pesca della Regione, che traccia l’identikit dell’orso bruno, con le sue caratteristiche, la riproduzione, l’uso dell’habitat, la dieta, il letargo, la tana, gli indici di presenza (le orme, gli escrementi, i peli..). Sono quindi seguite una serie di domande da parte dei presenti. Perchè conservare l’orso? Perché proteggerlo? E’ una specie autoctona? E’ un indicatore biologico? E’ un marchio di qualità ambientale? L’orso bruno è pericoloso? Può fare del male? Come ci si comporta? «Le statistiche», spiega Calderola, «non parlano di pericoli. L’orso bruno non è aggressivo, non attacca se non è provocato, scompare alla vista dell’uomo. E’ possibile che un orso non fugga se è ferito, se la femmina ha i cuccioli o se è infastidito da un cane. Cosa fare quando si incontra un orso? Bisogna parlare ad alta voce, tornare indietro lentamente senza correre e lasciare all’orso una via di fuga». «E’ indispensabile», prosegue, «recuperare le tradizioni e le abitudini scomparse con la scomparsa dell’orso. Bisogna anche predisporre recinzioni adeguate; la stabulazione notturna degli ovili e l’allevamento di coppie di cani per far desistere gli orsi». - Mario Agostini








